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Lavoro domestico, ACLI IN FAMIGLIA: “Non è solo un numero in calo, è il segnale che il welfare familiare ha bisogno di una svolta”

18 Giu 2026 | Comunicato Stampa

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I dati dell’Osservatorio INPS sui lavoratori domestici diffusi sul suo dell'istituto e presentati oggi a palazzo Wedekind a Roma, confermano un trend che dura da ormai quattro anni: nel 2025 i lavoratori regolari sono stati 804.464, il 2,3% in meno rispetto al 2024, quarto calo consecutivo. Crescono invece le retribuzioni medie (+2,1%), segno che chi resta nel sistema regolare lavora con condizioni migliori, ma il sistema nel suo complesso si restringe.

“Questo dato non va letto come un’emergenza improvvisa, ma come la fotografia di un cambiamento demografico e sociale che conosciamo da anni e su cui bisogna agire con strumenti concreti” dichiara Simone Bellezza, Segretario Nazionale di ACLI in Famiglia. “Le famiglie italiane non stanno scegliendo il lavoro nero per convenienza: lo subiscono perché il costo del lavoro regolare resta troppo alto rispetto ai redditi medi, soprattutto nei nuclei con anziani non autosufficienti.”

I numeri INPS raccontano anche un settore che invecchia: quasi un lavoratore su tre ha più di 60 anni, mentre gli under 25 sono appena l’1,6% del totale. “Senza un ricambio generazionale e senza una rete di sostegno alle famiglie, il rischio non è solo economico ma di tenuta sociale” prosegue Bellezza.

Non è un caso che questi dati arrivino a pochi giorni dalla Giornata Internazionale del lavoro domestico, voluta e celebrata come sistema ACLI il 16 giugno a Roma, alla Sala Da Feltre, organizzata da ACLI in Famiglia e ACLI Colf. “In quella sede abbiamo ribadito che il lavoro di cura va riconosciuto come infrastruttura sociale del Paese, non come questione privata delle famiglie” sottolinea Bellezza.

Per ACLI in Famiglia la risposta a questi dati non può essere sempre e solo allarme, ma proposta: servono una revisione fiscale che renda davvero conveniente l’assunzione regolare, strumenti di sostegno mirati per le famiglie con persone non autosufficienti e percorsi di regolarizzazione accompagnati da formazione e tutele per chi lavora nel settore.

Su questo fronte, la rete capillare del Patronato ACLI e dei CAF ACLI, presente su tutto il territorio nazionale, è già oggi un punto di riferimento concreto per le famiglie: dall’assistenza nella gestione dei contratti di lavoro domestico al disbrigo delle pratiche contributive e fiscali, fino all’orientamento verso le prestazioni di welfare disponibili. “Le famiglie che si prendono cura dei propri cari non possono essere lasciate sole né davanti alla burocrazia né davanti al costo del lavoro di cura. La nostra rete di servizi è lì proprio per questo, ogni giorno. Ma serve che anche la politica faccia la sua parte: è il momento di passare dalle analisi alle scelte” conclude Bellezza.

ACLI in Famiglia continuerà a seguire l’evoluzione del settore e a portare nelle sedi istituzionali le istanze delle famiglie italiane.

Scarica qui i documenti dell'Osservatorio 2025