Si è tenuto ieri a Roma, presso la Sala Da Feltre, l'atteso evento “Dalla cura invisibile alla giustizia sociale”, promosso in occasione della Giornata Internazionale del Lavoro Domestico. Un momento di dibattito fondamentale che ha visto la presentazione ufficiale del Manifesto per il Lavoro Domestico, redatto da Acli in Famiglia (AIF) e Acli Colf.
Al centro dell'iniziativa, un obiettivo politico e sociale chiarissimo: scardinare il paradosso di un settore che rappresenta la spina dorsale del nostro Paese, ma che troppo spesso rimane invisibile e privo di adeguate tutele.
Regolarizzare conviene a tutti. Le famiglie non vanno lasciate sole!
A tracciare la linea politica dell'associazione e a tirare le conclusioni dell'intensa giornata di lavori è stato Simone Bellezza, Segretario Nazionale di Acli in Famiglia (AIF), che ha richiamato l'attenzione sulla necessità di un cambio di passo urgente e non più rimandabile:
“Il lavoro domestico è uno dei pilastri silenziosi della società italiana, ma continua a essere segnato da fragilità e precarietà. Oggi quasi la metà del settore vive ancora nell'irregolarità: questo significa meno tutele per i lavoratori, meno sicurezza per le famiglie e una perdita significativa per lo Stato. Ma il sommerso non è semplicemente una scelta individuale: spesso è il risultato di un sistema che rende troppo difficile e costoso scegliere la regolarità. Per questo servono politiche che incentivino l'emersione, sostengano economicamente le famiglie e valorizzino la professionalità di chi lavora nella cura. Regolarizzare conviene a tutti.” — Simone Bellezza, Segretario Nazionale di Acli in Famiglia
Simone Bellezza ha sottolineato come la famiglia datoriale non debba essere considerata semplicemente un "privato che assume", bensì un vero e proprio soggetto di welfare sussidiario. Per questo, lo Stato deve farsi carico di sostenerla attraverso strumenti concreti: defiscalizzazione reale del costo del lavoro, semplificazione burocratica e un welfare di prossimità che non scarichi interamente sui nuclei familiari l'onere economico e organizzativo dell'assistenza.
Con 9 punti è possibile ridisegnare il welfare di prossimità
Il Manifesto, nato dalla sinergia tra AIF e Acli Colf (rappresentata ieri dall'introduzione politica della Presidente nazionale Giamaica Puntillo), delinea nove priorità d'azione per il comparto. I punti cardine includono:
- Sostegno diretto alle famiglie datoriali: affinché la scelta della legalità sia economicamente sostenibile.
- Contrasto al sommerso e semplificazione: per abbattere la barriera della burocrazia.
- Formazione e qualificazione: per dare dignità professionale a colf, badanti e babysitter.
- Welfare della domiciliarità: integrando servizi pubblici, terzo settore e comunità locali.
Al tavolo dei relatori si sono alternati grandi protagonisti del settore, tra cui rappresentanti del Censis, di Ebincolf, dell'INPS e della CEI, oltre ai massimi esponenti del Sistema ACLI (Patronato, CAF, Coordinamento Donne e Fap), a testimonianza di come l'intera galassia aclista si stia muovendo compatta a supporto delle famiglie e dei lavoratori.
Manifesto | 9 punti per il riconoscimento della cura come bene comune
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Un ringraziamento speciale va a tutti i partecipanti, ai relatori e alle tantissime famiglie che seguono quotidianamente il lavoro di Acli in Famiglia.













